L’uso di Skype nelle classi d’oltre confine non è più una novità.

Su twitter il 10 gennaio scorso si leggeva “John ha parlato via Skype con gli studenti di grado 7 della Dutchess Day School di Millbrook NY del suo lavoro su ecologia microbica dei flussi urbani.”.

Sicuramente questi ragazzi non si sono annoiati durante questa lezione.

Di strumenti per mettere in contatto persone distanti fra di loro ce ne sono altri, ma per i ragazzi, si tratta sempre di esperienze vere nelle quali ascoltano con interesse persone che parlano nella loro lingua. Una lingua viva, vera non “morta” come quella che trovano nei libri.

L’augurio è che anche la scuola italiana cammini al passo con i tempi utilizzando le tecnologie che oggi sono messe gratuitamente a disposizione.

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